Bonifati
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Proprio attorno alla fortezza (oggi detto 'u forte), si sviluppò su tre cerchi concentrici, l'abitato di Bonifati medioevale e poi moderna con un primo impianto di case legate al fortino, ristretto in una cerchia muraria verso sud, con la Torre di Porta di Mare o Torre di Porta Malvitana, architettura cinquecentesca a pianta quadrangolare, (dove risulta ancora visibile i l cordolo merlato) e segna chiaramente il tratto della cinta muraria dell'antica Bonifati, a cui fanno seguito alcuni palazzi nobiliari e le relative chiese e cappelle.
A difesa del territorio e più in generale delle coste calabresi ed in particolare tra quelle ricadenti nel Comune di Bonifati furono costruite, tra i l 1558 e i l 1567, quattro torri costiere (del Telegrafo, del Capo, di Fella e Parise), a difesa delle continue incursioni piratesche.
Ad esse si aggiungevano una serie di case torri sparse nella campagna a completamento del complesso sistema difensivo integrato del territorio bonifatese che era ben collegato a sud con la cetrarese Torre di Rienzo (a picco sull'incantevole scogliera dei Rizzi) e a nord con il fortino di Sangineto centro e con il Castello del Principe, alle Crete.
Le costruzioni furono ordinate dal Viceré di Napoli il duca DAlcalà Don Pedro Alfan de Rivera. La Torre del Telegrafo è andata completamente distrutta nel terremoto del 1638, unici superstiti restano due blocchi di muratura.
La Torre del Capo del XV sec, recentemente acquistata e restaurata dal Comune, è di forma cilindrica. Nel 1852 fu adibita a telegrafo e durante la I e II guerra mondiale venne utilizzata dalla Marina Militare Italiana.
La Torre di Fella è di età normanna (1112 - 1154) del periodo di Ruggero , potenziata nel XVI sec.
Al tempo della sua costruzione, probabilmente nel 1150, comprendeva un edificio adiacente destinato alle truppe militari. Tra il 1378 - 1394 fu ampliata dal feudatario Tommaso Brancati e nel 1442- 1552 trasformata in castello da Fabrizio Brancia. Fu nuovamente manomessa nel 1693 -1739 dai Principi Telesio di Bonifati e dai Carafa di Belvedere nel 1740 -1806.
Successivamente, anni dopo, nel 1820 il castello e le terre circostanti furono acquistate da Raffaello De Aloe, al quale successe nella detenzione della proprietà Mario De Aloe. Attuali proprietari sono la famiglia Goffredo che lo hanno destinato a struttura turistica. L'edificio dal 1984 è dichiarato monumento nazionale.
Ultima in ordine di elenco la Torre Parise del XVI sec, di L'attuale città di Bonifati occupa una posizione privilegiala nel contesto cosentino. È un'affermata località turistica, intensamente frequentata, dispone di un vasto e variegato territorio in grado di soddisfare le esigenze degli appassionati del mare
che non vogliono però rinunciare alla montagna, che qui è presente nella maestosità di vette e promontori naturalistici di grande interesse, una caratteristica privilegiata che è tipica della costa calabrese, ma particolarmente accentuata i n queste zone, prevalentemente montuose.
I l borgo antico è adagiato all'interno, protetto dai resti del "Forte", l'antico castello, alle pendici dei primi contrafforti montani, a 430 mt sul livello del mare, tra i poggi di Monticello e di Serra, dove ha sede l'Osservatorio Metereologico della Aeronautica.
I l panorama spazia all'infinito sul mare e sulle sottostanti vallate del Bambagia e del Sangineto, di cui ai rispettivi torrenti che degradano verso il mare, i n un trionfo di colori e di atmosfere ambientali di grande valenza paesaggistica. Fanno parto dell'agglomerato urbano le tante e disseminate frazioni che sono comprese nei confini comunali, tra cui le più antiche e intensamente popolate» sono quelle di Cittadella del Capo,Torrevecchia, Cirimarco, Timpone,Greco, S. Candido e Telegrafo. Proprio attorno alla fortezza (oggi detto 'u forte), si sviluppò su tre cerchi concentrici, l'abitato di Bonifati medioevale e poi moderna con un primo impianto di case legate al fortino, ristretto in una cerchia muraria verso sud, con la Torre di Porta di Mare o Torre di Porta Malvitana, architettura cinquecentesca a pianta quadrangolare, (dove risulta ancora visibile i l cordolo merlato) e segna chiaramente il tratto della cinta muraria dell'antica Bonifati, a cui fanno seguito alcuni palazzi nobiliari e le relative chiese e cappelle.
A difesa del territorio e più in generale delle coste calabresi ed in particolare tra quelle ricadenti nel Comune di Bonifati furono costruite, tra i l 1558 e i l 1567, quattro torri costiere (del Telegrafo, del Capo, di Fella e Parise), a difesa delle continue incursioni piratesche.
Ad esse si aggiungevano una serie di case torri sparse nella campagna a completamento del complesso sistema difensivo integrato del territorio bonifatese che era ben collegato a sud con la cetrarese Torre di Rienzo (a picco sull'incantevole scogliera dei Rizzi) e a nord con il fortino di Sangineto centro e con il Castello del Principe, alle Crete.
Le costruzioni furono ordinate dal Viceré di Napoli il duca DAlcalà Don Pedro Alfan de Rivera. La Torre del Telegrafo è andata completamente distrutta nel terremoto del 1638, unici superstiti restano due blocchi di muratura.
La Torre del Capo del XV sec, recentemente acquistata e restaurata dal Comune, è di forma cilindrica. Nel 1852 fu adibita a telegrafo e durante la I e II guerra mondiale venne utilizzata dalla Marina Militare Italiana.
La Torre di Fella è di età normanna (1112 - 1154) del periodo di Ruggero , potenziata nel XVI sec.
Al tempo della sua costruzione, probabilmente nel 1150, comprendeva un edificio adiacente destinato alle truppe militari. Tra il 1378 - 1394 fu ampliata dal feudatario Tommaso Brancati e nel 1442- 1552 trasformata in castello da Fabrizio Brancia. Fu nuovamente manomessa nel 1693 -1739 dai Principi Telesio di Bonifati e dai Carafa di Belvedere nel 1740 -1806.
Successivamente, anni dopo, nel 1820 il castello e le terre circostanti furono acquistate da Raffaello De Aloe, al quale successe nella detenzione della proprietà Mario De Aloe. Attuali proprietari sono la famiglia Goffredo che lo hanno destinato a struttura turistica. L'edificio dal 1984 è dichiarato monumento nazionale.
Ultima in ordine di elenco la Torre Parise del XVI sec, di forma quadrangolare, è situata in zona stazione a pochi metri dalla spiaggia, è stata acquistata dal Comune sul finire degli anni ottanta.
Riguardo ai beni ecclesiastici: nel 1981 venne demolita, perché pericolante, la Chiesa Madre di S. Maria Maddalena patrona di Bonifati, che era situata in P.zza Ferrante e dove al suo posto trova spazio un giardinetto pubblico. Nella chiesa era custodito un quadro del XVI sec. a tempera di cm 125x102 "Gesù portacroce tra i Santi Pietro e Paolo" di Dirk Hendricks (Teodorod'Enrico detto i l fiammingo).
La Chiesa del Calvario del XVI sec. che si trova i n P.zza Ferrante, di fronte al centro storico di Bonifati che vi si scorge adagiato sul poggio, custodisce: i l dipinto di Hendricks, la statua marmorea di Madonna con Bambino, anticamente sistemata su di una colonna all'ingresso di Bonifati, l' affresco della crocefissione e il tabernacolo in rame e smalto, opera entrambi delle Suore di Monte Veglio in Prov. di Bologna.
Il convento di San Francesco di Paola, fu fatto costruire dal Principe Pietrantonio I Sanseverino di Bisignano che i l 15 agosto del 1535 lo donò, durante una solenne consacrazione, ai frati minimi Paolotti. In quella circostanza per festeggiare l'avvenimento, fu istituita nel piazzale del convento la fiera con la festa di Mezzagosto che fu ripetuta tutti gli anni fino al 1809, l'anno dopo la trasferirono in Piazza del Popolo, attuale P.zza Ferrante. A seguito del decreto emanato dai Francesi i l 7 agosto del 1809, il convento fu confiscato e definitivamente abbandonato dai monaci. I l complesso conventuale era in origine costituito soltanto dalla Chiesa di S. Maria di Loreto 1518 - 1520, al cui interno si trovava una preziosa statua lignea di S. Francesco di Paola e un affresco su di una parete, andato distrutto irrimediabilmente a seguito di un recente restauro a cui è stato sottoposto l'edificio, che ha trasformato l'antica struttura che caratterizzava l'intero impianto costruttivo.
I l Santuario della Beata Vergine SS. del Rosario apparteneva al Convento di S. Domenico, dell'ordine dei Padri Predicatori del XVI sec, la cui chiesa del Rosario è del 1580 -1590. L'impianto architettonico esterno evidenzia i l cupolone formato da tre corpi i n muratura sovrapposti con la base e i l secondo corpo di forma quadrata, chiude a forma ottagonale la cupola e la parte superiore. L'interno si compone di una lunga navata con la volta a botte, conclusa dall'arco di trionfo, l'altare rinascimentale, con ai lati le statue lignee di S. Domenico e S.Vincenzo opera di frate Gennaro, domenicano del X V I I I sec, e colonne tortili, la cupola, i finestroni trifogliati, la fonte battesimale in legno intagliato ad otto facce del Seicento.
La statua lignea della Madonna del Rosario con Bambino, di autore ignoto, sovrasta l'altare, fu donata nel 1824 dai marinai di Pizzo Calabro che non riuscivano a riprendere il mare, mentre si trovavano alla foce del arenati, riuscendo a salpare solo dopo aver sceso a terra e portato in chiesa la statua della Madonna. All'impianto originario della chiesa, tra i l 1895 e i l 1901 si aggiunse un altro corpo di fabbrica che si raccorda ad angolo retto con la parte più antica e di fronte alla facciata di questo nuovo edificio ha trovato spazio un ampio piazzale. La volta della chiesa presenta un affresco della Madonna del Rosario ,eseguito da Don Beniamino Vivone.
La Chiesa della SS. Annunziata del XVII sec. di cui si hanno poche notizie, presenta una facciata in stile barocco a tre comparti, con interno a tre navate, dispone di un elegante tabernacolo in marmo bianco del 1600 di cui è autore lo scultore di Bonifati Vespasiano De Iacovo, un coro ligneo intagliato di frate Ignazio, un francescano di Bonifati del XVII sec, l'Annunciazione opera lignea del XVI sec. di ignoto, il crocifisso ligneo di dimensioni naturali del 1635 di padre Umile da Petralia Soprana (Prov. Di Palermo), 1' acquasantiera in marmo di Vespasiano De Iacovo del AD. MDCXV.
I palazzi di Bonifati sono tutti di epoca ottocentesca e si trovano sul già detto terzo anello di abitazioni, verso la Piazza Ferrante.
Palazzo del Principe, è situato nella piazzetta Giovanni X X I I I , era fortificato e fu costruito dai Telesio alla metà del X V I I sec; sono visibili i l portale e i l loggiato a sei arcate.
Palazzo e Cappella Favarulo, sul Corso C. Alvaro, fu costruito dai D'Amico nel XVI sec. e venne acquistato dai Favarulo agli inizi del Novecento; interessante la Cappella a carattere gentilizio a tre navate, posta accanto al bel portale d'ingresso.
Palazzo Barbieri, edificato nel 1904 a fronte di quello del Principe Telesio, anch'esso a tre piani, presenta una bella testa leonina scalpellata sul portale.
Palazzo Scamardi-De Aloe, datato 1877, costruito all'ingresso di Piazza Ferrante, consta di tre piani ed è di stile postunitario.
I l Palazzo Golletti (1877) e Fontana del Pazzo (1746) fu costruito su di un precedente casino di campagna dei De Aloe e negli anni '20 passò ai Golletti, di cui Achille sposò una De Aloe. Le altissime palme e i l biancore degli intonaci fanno respirare al visitatore un'inconfondibile atmosfera neocoloniale. Poco più a monte la fontana, edificata nel 1746, è tuttora efficiente, e serve ancora la più grande cibbia (è parola di derivazione araba =vasca d'irrigazione rurale; ), del bonifatese; sul frontale della Fontana è riprodotta una scena di caccia, grande passione dei De Aloe. Il Palazzo Francesco De Aloe (1878) ,anche questa opera Giordano, è tuttora abitata dai discendenti Rosa e Francesco; costruita su un edificio minore, fronteggia i l Palazzo del Capo, sulla scogliera di Zaccarella dal fronte opposto dell'insenatura. Sede di numerose manifestazioni di musica colta sin dalla sua costruzione fino ai giorni nostri, conserva intatto il salone centrale da cui si gode la vista sulla scogliera e, retrostante, quella verso la Torre del Capo. La Chiesa di S. Michele Arcangelo fu costruita nel 1924, lungo la strada nazionale, grazie all'impegno di alcuni benefattori. Nel medesimo anno, prima che fosse consacrata, vi fu portata, in un magazzino di pescatori, la statua di S.Francesco di Paola, che rappresentava l'attraversamento dello stretto di Messina.La festa in onore del Santo veniva celebrata la 1° domenica di settembre e la IV° domenica di agosto, oggi viene festeggiata la III° domenica di agosto. La Chiesa della SS. Annunziata costruita tra 1970 e il 1973, anno in cui fu consacrata il 25 di marzo, è stata sottoposta negli ultimo anni ad un restauro.
In località Cirimarco si trova la Chiesa della Madonna della Immacolata , costruita da un ricco
proprietario della zona Davide Vivona, fra i l 1907 e 1908, i l cui primo parroco fu il fratello don Peppino.
MANIFESTAZIONI
Tra le ricorrenze della tradizione popolare, durante le quali si organizzano fiere e mercati, primeggiano alcuni festeggiamenti di carattere prevalentemente religioso che richiamano a Bonifati un gran numero di persone, fra queste: la Madonna del Rosario, (1° domenica di ottobre), la Madonna dell'Assunta (il 15 agosto); S. Francesco di Paola (la 111° domenica di agosto a Cittadella del Capo) con una processione che trasporta a mare la statua del Santo, nello stesso periodo, S. Rosa da Lima a Torrevecchia. Il primo maggio si festeggiano i lavoratori, con una scampagnata collettiva nei pressi del Castello di Bonifati.
A difesa del territorio e più in generale delle coste calabresi ed in particolare tra quelle ricadenti nel Comune di Bonifati furono costruite, tra i l 1558 e i l 1567, quattro torri costiere (del Telegrafo, del Capo, di Fella e Parise), a difesa delle continue incursioni piratesche.
Ad esse si aggiungevano una serie di case torri sparse nella campagna a completamento del complesso sistema difensivo integrato del territorio bonifatese che era ben collegato a sud con la cetrarese Torre di Rienzo (a picco sull'incantevole scogliera dei Rizzi) e a nord con il fortino di Sangineto centro e con il Castello del Principe, alle Crete.
Le costruzioni furono ordinate dal Viceré di Napoli il duca DAlcalà Don Pedro Alfan de Rivera. La Torre del Telegrafo è andata completamente distrutta nel terremoto del 1638, unici superstiti restano due blocchi di muratura.
La Torre del Capo del XV sec, recentemente acquistata e restaurata dal Comune, è di forma cilindrica. Nel 1852 fu adibita a telegrafo e durante la I e II guerra mondiale venne utilizzata dalla Marina Militare Italiana.
La Torre di Fella è di età normanna (1112 - 1154) del periodo di Ruggero , potenziata nel XVI sec.
Al tempo della sua costruzione, probabilmente nel 1150, comprendeva un edificio adiacente destinato alle truppe militari. Tra il 1378 - 1394 fu ampliata dal feudatario Tommaso Brancati e nel 1442- 1552 trasformata in castello da Fabrizio Brancia. Fu nuovamente manomessa nel 1693 -1739 dai Principi Telesio di Bonifati e dai Carafa di Belvedere nel 1740 -1806.
Successivamente, anni dopo, nel 1820 il castello e le terre circostanti furono acquistate da Raffaello De Aloe, al quale successe nella detenzione della proprietà Mario De Aloe. Attuali proprietari sono la famiglia Goffredo che lo hanno destinato a struttura turistica. L'edificio dal 1984 è dichiarato monumento nazionale.
Ultima in ordine di elenco la Torre Parise del XVI sec, di L'attuale città di Bonifati occupa una posizione privilegiala nel contesto cosentino. È un'affermata località turistica, intensamente frequentata, dispone di un vasto e variegato territorio in grado di soddisfare le esigenze degli appassionati del mare
che non vogliono però rinunciare alla montagna, che qui è presente nella maestosità di vette e promontori naturalistici di grande interesse, una caratteristica privilegiata che è tipica della costa calabrese, ma particolarmente accentuata i n queste zone, prevalentemente montuose.
I l borgo antico è adagiato all'interno, protetto dai resti del "Forte", l'antico castello, alle pendici dei primi contrafforti montani, a 430 mt sul livello del mare, tra i poggi di Monticello e di Serra, dove ha sede l'Osservatorio Metereologico della Aeronautica.
I l panorama spazia all'infinito sul mare e sulle sottostanti vallate del Bambagia e del Sangineto, di cui ai rispettivi torrenti che degradano verso il mare, i n un trionfo di colori e di atmosfere ambientali di grande valenza paesaggistica. Fanno parto dell'agglomerato urbano le tante e disseminate frazioni che sono comprese nei confini comunali, tra cui le più antiche e intensamente popolate» sono quelle di Cittadella del Capo,Torrevecchia, Cirimarco, Timpone,Greco, S. Candido e Telegrafo. Proprio attorno alla fortezza (oggi detto 'u forte), si sviluppò su tre cerchi concentrici, l'abitato di Bonifati medioevale e poi moderna con un primo impianto di case legate al fortino, ristretto in una cerchia muraria verso sud, con la Torre di Porta di Mare o Torre di Porta Malvitana, architettura cinquecentesca a pianta quadrangolare, (dove risulta ancora visibile i l cordolo merlato) e segna chiaramente il tratto della cinta muraria dell'antica Bonifati, a cui fanno seguito alcuni palazzi nobiliari e le relative chiese e cappelle.
A difesa del territorio e più in generale delle coste calabresi ed in particolare tra quelle ricadenti nel Comune di Bonifati furono costruite, tra i l 1558 e i l 1567, quattro torri costiere (del Telegrafo, del Capo, di Fella e Parise), a difesa delle continue incursioni piratesche.
Ad esse si aggiungevano una serie di case torri sparse nella campagna a completamento del complesso sistema difensivo integrato del territorio bonifatese che era ben collegato a sud con la cetrarese Torre di Rienzo (a picco sull'incantevole scogliera dei Rizzi) e a nord con il fortino di Sangineto centro e con il Castello del Principe, alle Crete.
Le costruzioni furono ordinate dal Viceré di Napoli il duca DAlcalà Don Pedro Alfan de Rivera. La Torre del Telegrafo è andata completamente distrutta nel terremoto del 1638, unici superstiti restano due blocchi di muratura.
La Torre del Capo del XV sec, recentemente acquistata e restaurata dal Comune, è di forma cilindrica. Nel 1852 fu adibita a telegrafo e durante la I e II guerra mondiale venne utilizzata dalla Marina Militare Italiana.
La Torre di Fella è di età normanna (1112 - 1154) del periodo di Ruggero , potenziata nel XVI sec.
Al tempo della sua costruzione, probabilmente nel 1150, comprendeva un edificio adiacente destinato alle truppe militari. Tra il 1378 - 1394 fu ampliata dal feudatario Tommaso Brancati e nel 1442- 1552 trasformata in castello da Fabrizio Brancia. Fu nuovamente manomessa nel 1693 -1739 dai Principi Telesio di Bonifati e dai Carafa di Belvedere nel 1740 -1806.
Successivamente, anni dopo, nel 1820 il castello e le terre circostanti furono acquistate da Raffaello De Aloe, al quale successe nella detenzione della proprietà Mario De Aloe. Attuali proprietari sono la famiglia Goffredo che lo hanno destinato a struttura turistica. L'edificio dal 1984 è dichiarato monumento nazionale.
Ultima in ordine di elenco la Torre Parise del XVI sec, di forma quadrangolare, è situata in zona stazione a pochi metri dalla spiaggia, è stata acquistata dal Comune sul finire degli anni ottanta.
Riguardo ai beni ecclesiastici: nel 1981 venne demolita, perché pericolante, la Chiesa Madre di S. Maria Maddalena patrona di Bonifati, che era situata in P.zza Ferrante e dove al suo posto trova spazio un giardinetto pubblico. Nella chiesa era custodito un quadro del XVI sec. a tempera di cm 125x102 "Gesù portacroce tra i Santi Pietro e Paolo" di Dirk Hendricks (Teodorod'Enrico detto i l fiammingo).
La Chiesa del Calvario del XVI sec. che si trova i n P.zza Ferrante, di fronte al centro storico di Bonifati che vi si scorge adagiato sul poggio, custodisce: i l dipinto di Hendricks, la statua marmorea di Madonna con Bambino, anticamente sistemata su di una colonna all'ingresso di Bonifati, l' affresco della crocefissione e il tabernacolo in rame e smalto, opera entrambi delle Suore di Monte Veglio in Prov. di Bologna.
Il convento di San Francesco di Paola, fu fatto costruire dal Principe Pietrantonio I Sanseverino di Bisignano che i l 15 agosto del 1535 lo donò, durante una solenne consacrazione, ai frati minimi Paolotti. In quella circostanza per festeggiare l'avvenimento, fu istituita nel piazzale del convento la fiera con la festa di Mezzagosto che fu ripetuta tutti gli anni fino al 1809, l'anno dopo la trasferirono in Piazza del Popolo, attuale P.zza Ferrante. A seguito del decreto emanato dai Francesi i l 7 agosto del 1809, il convento fu confiscato e definitivamente abbandonato dai monaci. I l complesso conventuale era in origine costituito soltanto dalla Chiesa di S. Maria di Loreto 1518 - 1520, al cui interno si trovava una preziosa statua lignea di S. Francesco di Paola e un affresco su di una parete, andato distrutto irrimediabilmente a seguito di un recente restauro a cui è stato sottoposto l'edificio, che ha trasformato l'antica struttura che caratterizzava l'intero impianto costruttivo.
I l Santuario della Beata Vergine SS. del Rosario apparteneva al Convento di S. Domenico, dell'ordine dei Padri Predicatori del XVI sec, la cui chiesa del Rosario è del 1580 -1590. L'impianto architettonico esterno evidenzia i l cupolone formato da tre corpi i n muratura sovrapposti con la base e i l secondo corpo di forma quadrata, chiude a forma ottagonale la cupola e la parte superiore. L'interno si compone di una lunga navata con la volta a botte, conclusa dall'arco di trionfo, l'altare rinascimentale, con ai lati le statue lignee di S. Domenico e S.Vincenzo opera di frate Gennaro, domenicano del X V I I I sec, e colonne tortili, la cupola, i finestroni trifogliati, la fonte battesimale in legno intagliato ad otto facce del Seicento.
La statua lignea della Madonna del Rosario con Bambino, di autore ignoto, sovrasta l'altare, fu donata nel 1824 dai marinai di Pizzo Calabro che non riuscivano a riprendere il mare, mentre si trovavano alla foce del arenati, riuscendo a salpare solo dopo aver sceso a terra e portato in chiesa la statua della Madonna. All'impianto originario della chiesa, tra i l 1895 e i l 1901 si aggiunse un altro corpo di fabbrica che si raccorda ad angolo retto con la parte più antica e di fronte alla facciata di questo nuovo edificio ha trovato spazio un ampio piazzale. La volta della chiesa presenta un affresco della Madonna del Rosario ,eseguito da Don Beniamino Vivone.
La Chiesa della SS. Annunziata del XVII sec. di cui si hanno poche notizie, presenta una facciata in stile barocco a tre comparti, con interno a tre navate, dispone di un elegante tabernacolo in marmo bianco del 1600 di cui è autore lo scultore di Bonifati Vespasiano De Iacovo, un coro ligneo intagliato di frate Ignazio, un francescano di Bonifati del XVII sec, l'Annunciazione opera lignea del XVI sec. di ignoto, il crocifisso ligneo di dimensioni naturali del 1635 di padre Umile da Petralia Soprana (Prov. Di Palermo), 1' acquasantiera in marmo di Vespasiano De Iacovo del AD. MDCXV.
I palazzi di Bonifati sono tutti di epoca ottocentesca e si trovano sul già detto terzo anello di abitazioni, verso la Piazza Ferrante.
Palazzo del Principe, è situato nella piazzetta Giovanni X X I I I , era fortificato e fu costruito dai Telesio alla metà del X V I I sec; sono visibili i l portale e i l loggiato a sei arcate.
Palazzo e Cappella Favarulo, sul Corso C. Alvaro, fu costruito dai D'Amico nel XVI sec. e venne acquistato dai Favarulo agli inizi del Novecento; interessante la Cappella a carattere gentilizio a tre navate, posta accanto al bel portale d'ingresso.
Palazzo Barbieri, edificato nel 1904 a fronte di quello del Principe Telesio, anch'esso a tre piani, presenta una bella testa leonina scalpellata sul portale.
Palazzo Scamardi-De Aloe, datato 1877, costruito all'ingresso di Piazza Ferrante, consta di tre piani ed è di stile postunitario.
I l Palazzo Golletti (1877) e Fontana del Pazzo (1746) fu costruito su di un precedente casino di campagna dei De Aloe e negli anni '20 passò ai Golletti, di cui Achille sposò una De Aloe. Le altissime palme e i l biancore degli intonaci fanno respirare al visitatore un'inconfondibile atmosfera neocoloniale. Poco più a monte la fontana, edificata nel 1746, è tuttora efficiente, e serve ancora la più grande cibbia (è parola di derivazione araba =vasca d'irrigazione rurale; ), del bonifatese; sul frontale della Fontana è riprodotta una scena di caccia, grande passione dei De Aloe. Il Palazzo Francesco De Aloe (1878) ,anche questa opera Giordano, è tuttora abitata dai discendenti Rosa e Francesco; costruita su un edificio minore, fronteggia i l Palazzo del Capo, sulla scogliera di Zaccarella dal fronte opposto dell'insenatura. Sede di numerose manifestazioni di musica colta sin dalla sua costruzione fino ai giorni nostri, conserva intatto il salone centrale da cui si gode la vista sulla scogliera e, retrostante, quella verso la Torre del Capo. La Chiesa di S. Michele Arcangelo fu costruita nel 1924, lungo la strada nazionale, grazie all'impegno di alcuni benefattori. Nel medesimo anno, prima che fosse consacrata, vi fu portata, in un magazzino di pescatori, la statua di S.Francesco di Paola, che rappresentava l'attraversamento dello stretto di Messina.La festa in onore del Santo veniva celebrata la 1° domenica di settembre e la IV° domenica di agosto, oggi viene festeggiata la III° domenica di agosto. La Chiesa della SS. Annunziata costruita tra 1970 e il 1973, anno in cui fu consacrata il 25 di marzo, è stata sottoposta negli ultimo anni ad un restauro.
In località Cirimarco si trova la Chiesa della Madonna della Immacolata , costruita da un ricco
proprietario della zona Davide Vivona, fra i l 1907 e 1908, i l cui primo parroco fu il fratello don Peppino.
MANIFESTAZIONI
Tra le ricorrenze della tradizione popolare, durante le quali si organizzano fiere e mercati, primeggiano alcuni festeggiamenti di carattere prevalentemente religioso che richiamano a Bonifati un gran numero di persone, fra queste: la Madonna del Rosario, (1° domenica di ottobre), la Madonna dell'Assunta (il 15 agosto); S. Francesco di Paola (la 111° domenica di agosto a Cittadella del Capo) con una processione che trasporta a mare la statua del Santo, nello stesso periodo, S. Rosa da Lima a Torrevecchia. Il primo maggio si festeggiano i lavoratori, con una scampagnata collettiva nei pressi del Castello di Bonifati.


